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recensione-gp-donne-e-caffe“Buona sera amici lettori, anche da voi freddo e  pioggia? Qui c’è stato un bel temporale in mattinata e poi solo nuvole e vento.
Avanti, ditemelo, in quanti siete al Salone del libro di Torino? Fatemi del male! Io purtroppo non sono potuta andare anche se grazie ad un gruppo di amiche pazzerelle, non che famosissime blogger (si ragazze siete Vip!), qualche mio segnalibro è approdato in quel del Lingotto. E ovviamente avrò un resoconto dettagliato! Anzi, ho in mente una certa cosa…
Standomene a casina ho avuto modo di terminare un nuovo libro. L’argomento è solitamente un argomento che affronto poco, ma devo dire che in questo caso ho avuto una buona intuizione nell’accettare questa recensione. Mi è stato infatti inviato dalla casa editrice ( una copia firmata dall’autrice!). Si tratta di A casa di Jo il caffè non finisce mai di Rosa Gargiulo.
RECENSIONE
“E’ questa la magia dell’amicizia: non mettere mai punti, solo virgole.”

Non so sinceramente come definire questo libro: è un romanzo? Si, no. Mai come in questo caso le categorie vanno messe da parte. E’ un romanzo, una biografia, una lunga poesia, una racconto, una raccolta di racconti. E’ tutto questo e tanto altro. In appena 145 pagine racchiude la storia, anzi le esistenze, di sei donne, diverse tra loro eppure unite da un profondo affetto. Si ritrovano tutti i sabati a casa di Jo, per un caffè, una crostata e per parlare della loro vita. Betty, Sara, Maria, Anita, Giovanna e Jo. La vita le ha fatte incontrare e poi separare, ma ora, il sabato, le sei amiche si ricavano un momento tutto per loro dal caos delle loro vite, una parentesi in cui non sono madri, mogli, amanti, figlie ma soltanto Betty, Sara, Anita, Maria, Giovanna e Jo.

A casa di Jo è stato una vera scoperta, una sorpresa, uno di quei libricini che si affacciano nella tua vita timidi timidi e invece ti allargano il cuore, aprono finestre, e ti catturano con la loro semplicità nel raccontare vite difficili ma anche piene.
Suonata di campanello dopo suonata di campanello incontriamo le protagoniste di storie difficili, spesso dolorose, ma che sempre più spesso sono storie che si sentono e si leggono, storie vere e purtroppo comuni. La malattia, la violenza, il lavoro, la famiglia le hanno segnate per sempre eppure sono riuscite ad andare avanti, ad usare il dolore sofferto per trarne qualcosa di positivo. Questa è una delle cose che mi ha più colpito. Il libro tratta di argomenti seri, tristi, importanti, dolorosi eppure mai una volta l’ho sentito pesante. Ho percepito in ogni pagina una speranza, grande o piccola, la voglia di raccontare una storia in maniera produttiva e positiva. Nei racconti di queste donne, ma anche nelle loro parole dirette, si sente la necessità non di fare la morale ma di raccontare come le esperienze possano arricchire una persona, portarla oltre l’ostacolo e mostrarle una miriade di possibilità. Sono storie che emozionano anche nella loro quotidianità e che proprio per questo si sentono vicine. Ci si immagina, con una tazzina in mano, sedute su un pouf colorato, tra queste splendide donne a sentire le loro giornate, le loro gioie, le loro preoccupazioni. E si spera, si spera tanto di trovare (per chi già non l’ha) un’amica come Jo, giramondo e materna, che apre le porte della sua casa colma di oggetti e colori, di profumi e luci e ti fa sentire sempre e comunque a casa.

Il libro è molto breve  e voi oramai sapete che i racconti mi lasciano sempre insoddisfatta data la mia natura curiosa. In questo caso invece questa insoddisfazione non c’è. Anche se i capitoli sono corti e le storie di queste donne durano poche pagine l’autrice ha saputo racchiudervi tanto: sensazioni, sentimenti, paure, luci, colori, sapori. Rosa Gargiulo ha un’eleganza speciale nello scrivere, un gusto semplice ma che ti afferra e ti stringe in un abbraccio, che ti fa sentire a casa.
Io la voglio ringraziare per avermi offerto il piacere di questa lettura. Proprio come se mi avesse offerto un caffè  a casa sua. Grazie!

                                                                                                         (La Biblioteca di Eliza, blog)

CARA JO“Credo che sia stato il mio incontro con Oriana a farmi desiderare di diventare una scrittrice. Alla fine non lo sono diventata, ma continuo a scrivere per me, per svuotare il mio cuore, l’anima, il cervello delle storie che mi nascono dentro, all’improvviso, e che sento il bisogno di raccontare”

Così descrive il proprio modo di scrivere Rosa Gargiulo, che non si sente addosso il mestiere della romanziera, ma che alla fine mette sulle pagine di un libro rivolto al pubblico un’essenziale parte di sé: quella che reca i messaggi più importanti e che riassumono velocemente quanto ha appreso nella vita. E sembra aver appreso davvero tanto, nonostante lo abbia espresso in un libretto di poche pagine. Poche righe in ogni capitolo per dare un’impronta forte, di quello che davvero segna la vita di una persona per sempre.

Qualche volta il segno è lasciato da qualcosa di apparentemente banale: chi può immaginare che una copia di Pinocchio regalata ad una bambina di sei anni possa rappresentare tanto? Eppure Rosa si è accorta che per molti di noi le fiabe lette da piccoli rappresentano un copione che poi inseguiamo inconsciamente per tutta la vita. E facciamo bene. Capita più o meno a tutti, ma riuscire a capirlo e a farne una risorsa non è cosa da poco, perché capire che il bambino che siamo stati racchiudeva in sé l’adulto che eravamo programmati a diventare, significa sapere qual è la nostra reale direzione, significa scoprire chi davvero siamo. Se un bambino ama una fiaba, significa che gli è congeniale, che potrà essere la sua “bibbia”, se usata bene. Rosa lo ha capito e questo l’ha portata a scoprire che solo dentro di noi possiamo trovare la chiave per la nostra vita, una chiave che nessuna religione che si sostituisca al nostro spirito potrà mai fornire. Ed è nella vita vissuta che comincia il cielo.

Belle parole? Non solo, anche se i primi capitoli di questo libro possono farlo pensare. Arriva qualcosa che pesa molto di più delle belle parole: la malattia. Rosa racconta in poche intensissime pagine come il linfoma non Hodking abbia rappresentato per lei la prova: basta parlare, adesso si lotta, si ama la vita e si vince un male che può diventare così una di quelle nuove stelle che brillano per mostrarci la luce.

“Nel mio cuore, nel tuo Jo, in quello di Oriana, di Isabel e delle altre che non conosco ancora, c’è un groviglio inestricabile di sentimenti che solo le donne possono raccontare”

Questa è in sostanza la conclusione del suo libro: Rosa non è una scrittrice come siamo abituati a leggere, vuole solo mettersi in contatto con altre donne, che siano personaggi di storie (come Jo di Luisa May Alcott), che siano scrittrici (come Oriana Fallaci e Isabel Allende) o che siano semplici lettrici come me. Vuole raccontare a tutti quello che per lei significa vivere, condividere speranze e paure di chi come lei (e come me che sono una sua collega!) sperimenta ogni giorno l’impotenza di fronte ai bambini della sua scuola, sofferenti dei problemi dei grandi.
Alla fine credo che voglia semplicemente gridare a tutti che la vita è lì per essere colta con le nostre personali risorse. E’ un messaggio importante, ma che non ha bisogno di molte parole o forme: basta un libretto di lettere scritte in maniera semplice e confidenziale, rivolte ad un’amica alla volta, sconosciuta o intima, reale o immaginaria che sia.

(Claudia Graziani, SoloLibri.net)

 

 

 

12166081_870515879723642_709041494_n“A casa di Jo il caffè non finisce mai” è un romanzo di Rosa Gargiulo che mi ha piacevolmente colpita.

L’edizione è molto curata e la storia profonda e intensa mi ha fatto riflettere più di una volta.

Il romanzo tutto al femminile racconta di sei donne, sei amiche che il sabato pomeriggio staccano la spina dalla quotidianità per ritrovarsi tutte insieme a casa di Jo condividendo il rito del caffè, qualche dolcetto e tanto tanto calore umano.Le sei amiche, Jo, Betty, Sara, Anita, Maria e Giovanna si conoscono dai tempi del liceo e sono cresciute insieme.

Ognuna di loro ha dovuto affrontare dure difficoltà che la vita le ha messo sulla strada ma ognuna è riuscita ad uscirne vittoriosa.

Ciò che trasuda dal romanzo infatti oltre al forte senso di condivisione e amicizia è proprio il coraggio, la voglia di vivere e di riscattarsi per essere felice che ogni donna porta con sé.

Lo stile fluido dell’autrice ci accompagna nella conoscenza di ognuna delle donne la cui caratterizzazione è ottima.

Il libro segue uno schema ben preciso, ed è come se anche noi fossimo con Jo ad attendere l’arrivo delle amiche.

E così ogni suono di campanello corrisponde alla conoscenza di una protagonista, al suo passato, alle sue esperienze di vita più importanti che l’hanno resa la donna di oggi.
La casa di Jo è un luogo magico per tutte loro, una sorta di zona franca dove ognuna smette di essere madre, moglie, compagna ma può essere semplicemente se stessa.
Un romanzo che racconta situazioni difficili, gioie e dolori ma che ci regala positività e voglia di vivere.
                                                                                                       (Romance e non solo, blog)
“Un caffè, una casa accogliente e le amiche di sempre.
La casa di Jo è il rifugio dove ritrovarsi, dove liberarsi dei tanti ruoli ed essere semplicemente donne.
Jo ogni sabato attende le sue amiche e ogni scampanellata sa bene a chi corrisponde.
Il presente a casa di Jo si alterna alle storie di  Maria, Anita, Betty, Sara e Giovanna, dove scopriamo il passato e ciò che le ha portate al cambiamento e attraverso il colore delle tazze di  ciascuna conosciamo i loro pensieri, stavolta in prima persona.
Mi sarebbe piaciuto però che venisse approfondita maggiormente la figura di Jo, questa magnifica donna di cui invece conosciamo la vita solo a grandi linee.
Mi sono ritrovata vicina a questa storia: il ritrovo settimanale con le amiche, il fatto che anche noi siamo in sei e che alcuni lati dei nostri caratteri e delle nostre vite si accostano a quelli delle protagoniste.
L’autrice ha uno stile delicato, poetico, sa usare le parole e sa toccare il cuore.
E’ essenziale e sa tratteggiare l’animo umano con maestria.
Sono stata accolta tra le righe fin dall’inizio e scaraventata nelle emozioni dopo poche pagine.
E’ una storia che parla anche della vera amicizia, che resiste a tutto, che ti consiglia, ma non ti costringe a cambiare.
Ritagliatevi dei frammenti di giornata, preparatevi un buon caffè, mettetevi comodi e leggete questo bel libro, che vi accoglie già dalla cover.”
                                                                                               (Franci lettrice sognatrice, blog)

 

 

fotoRosaRosa Gargiulo, ex insegnante di scuola elementare, specialista nell’insegnamento della lingua inglese e in didattica della narrazione. Scrittrice per passione, si riconosce perfettamente nelle caratteristiche del proprio segno zodiacale (Ariete): passionale, testarda, ottimista, determinata! Tra i suoi interessi, naturalmente la lettura, oltre al cinema, al teatro e alla musica (pop). Esperienze particolari: due linfomi e un trapianto di cellule staminali che l’hanno convinta della necessità di rivedere le priorità della vita e, soprattutto, di trasformare i propri sogni in realtà.

Professionalmente nasci come insegnante, quando hai iniziato a scrivere?

Scrivo da sempre, da quando ho imparato a leggere e sono rimasta incantata dal potere evocativo e immaginifico delle parole. Scrivo per un’esigenza per me fondamentale di comunicare e condividere emozioni, sentimenti, incontri, ricordi. Credo che le parole siano ponti che uniscono le persone e i libri uno strumento di conoscenza, condivisione, valorizzazione del nostro pensiero, del vissuto e dell’immaginato di ciascuno di noi.

Quanto influisce il tuo essere napoletana sui tuoi libri? Penso a “Chiacchiere e Ragù” uno dei libri che hai pubblicato.

Indubbiamente mi porto dentro una napoletanità che è un miscuglio di ironia e nostalgia, fatalismo e capacità di inventare il proprio futuro giorno dopo giorno, e un grande senso dell’accoglienza. Nei miei libri credo che queste caretteristiche siano ben rintracciabili, e comunque hanno a che fare con la mia personalità e il mio carattere, che sono  naturalmente determinati anche dall’essere napoletana. Ognuno di noi è un mix di genetica e contesto ambientale, che trasferisce nei vari ambiti della vita: io porto il mio essere anche napoletana in ciò che scrivo.

So che di recente hai pubblicato anche un e-book con LA Case Books, che si intitola Pensieri lunghi un anno, ce ne parli?

Il mio debutto in digitale riguarda un moderno lunario, in cui lo scorrere del tempo viene idealmente cristallizzato attraverso i pensieri, le riflessioni, le emozioni, i sentimenti che ognuno di noi vive sulla propria pelle ogni giorno: al lavoro, in famiglia, con gli amici, nel proprio contesto sociale e culturale…Questo e-book è il tentativo di riordinare tutto ciò che ci riempie il cuore e la mente durante un anno, che non è una semplice somma di giorni.

Libri cartacei e e-book: pensi che possano coesistere o gli e-book prenderanno il posto dei libri stampati?

Personalmente credo che ci vorrà un bel pò per vedere i libri cartacei soppiantato completamente dagli e-book, per il momento la coesistenza è assolutamente necessaria e complementare. si tratta di due mercati ancora abbastanza differenziati, per cui cerdo che la “coabitazione” sian un bene, oltre ad una necessità.

3 aggettivi per descriverti

Spontanea, allegra, ottimista.

3libri da leggere che consiglieresti agli amici di Greenpink…

Il mondo di Sofia di Costant Gardner

La meccanica del cuore di Mathias Malzieu

Il terrazzino dei gerani timidi di Anna Marchesini

(Valeria Finozzi, GreenPink Magazine)

 

 

Schermata-2014-03-27-alle-11.04.54Pensieri Lunghi un anno

Un pensiero veloce, quasi impercettibile alle volte, che se ne va con la velocità di un lampo. Queste riflessioni spesso scompaiono senza lasciare traccia, e allora perché non imprimerle nella memoria, nero su bianco, giorno dopo giorno, per 365 giorni?
Quando ancora non esistevano i blog, quando ancora non esisteva internet, l’unico modo di fermare i pensieri per non farli fuggire via era scrivere.
L’inchiostro bagnava la carta e i pensieri, anche i più brevi, rimanevano impressi. Rosa Gargiulo nel suo ‘Pensieri lunghi un anno’ (PersoneDiParola – Isola Editrice) ha cercato di trattenerli, di non lasciarli fuggire. 365 pagine che non sono altro che 365 giorni, un anno, diviso per mesi. Riflessioni che investono tutti i campi della vita: l’amore, la politica, le relazioni sociali, la ricerca del senso. Grandi domande a cui spesso non diamo risposta come vorremmo.
Il libro è denso di vita vissuta, dando un ordine all’interno del rumore che caratterizza la nostra quotidianità: per fare il punto, annotare quello che di più significativo ha segnato il cammino dei giorni.
Un diario che si rilegge con piacere, le cui pagine, con il passare dei giorni cominciano ad ingiallirsi, perché questo è il suo dovere: quello di ricordare, di imprimere nella memoria ciò che è passato. Perché poi, in fin dei conti, nulla si perde davvero.

(LiberoLibro)

 

 

“Il Vesuvio è ancora azzurro”Schermata-2014-04-02-alle-19.55.18

Un concentrato di amore e desiderio ma anche odio e vergogna in questo libro in cui l’autrice, Rosa Gargiulo, racconta della sua Napoli.
«Si scrive “Napoli”, si legge “Passione”». Basterebbe questa breve frase per descrivere il nuovo libro di Rosa Gargiulo, ‘Il Vesuvio è ancora azzurro’, PersoneDiParola – Isola Editrice.
Una frase che racchiude in sei parole l’amore per la propria terra, per la propria città: Napoli. In verità parlare di Napoli non è poi così semplice. Amore e odio sono i sentimenti provati dai suoi cittadini, tanto che molti se ne vanno, ma con il cuore colmo di emozione ritornano.
La verità è che Napoli non lascia mai indifferenti, è questo il suo segreto, il suo carattere conquista lasciando una traccia indelebile in chiunque passi di qui. Per quanto si possano, alle volte, vedere solo gli aspetti negativi, ci sono e ci saranno sempre anche quelli positivi: primi fra tutti, i napoletani. Gente solare, allegra, sorridente. E questo è un altro elemento che rapisce di questa città.
Ecco perché Napoli si legge Passione. Passione, per la città. Passione per la cucina, Passione per i luoghi (semplicemente incantevoli e suggestivi), Passione dei suoi cittadini! Ed è proprio il connubio di tutti questi aspetti che rende Napoli meravigliosamente indelebile nella mente di coloro che l’hanno visitata… E di chi ci vive.
‘Il Vesuvio è ancora azzurro’ è impregnato di questa Passione: pagina dopo pagina si legge un amore incondizionato. L’autrice con estrema abilità è riuscita a parlarne al positivo, senza rinnegare i coni d’ombra della città, ma riscoprendone gli angoli, i colori, le voci, la vitalità per offrire una lettura diversa, una prospettiva che negli anni è andata smarrita. Un viaggio tra vicoli e musei, musica e bestemmie… perché Napoli è tutto questo, tutto insieme!

(LiberoLibro)